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Formazione

Aggiornamento vertenze aperte della formazione professionale: interventi e servizi formativi.

Aggiornamento vertenze aperte della formazione professionale: interventi e servizi formativi.

La UIL Scuola ha inviato il 25 luglio u.s. una richiesta convocazione in V Commissione all’ARS per le seguenti ragioni.

L’approvazione del disegno di legge n.506-128, che ha l’ambizione di riformare il sistema formativo regionale, non ci trova d’accordo sulla tutela e la salvaguardia occupazionale degli operatori e dunque il nostro dissenso permarrà sino a quando non saranno approntate le necessarie modifiche e integrazioni.

Sul versante servizi e politiche attive, il Governo Musumeci arranca e non sembra avere la consapevolezza che le risorse messe a disposizione delle Regioni con il piano triennale di potenziamento dei CPI sommate a quelle del Governo Renzi rappresentano una occasione non ripetibile per realizzare due cose utili ed importanti: dare risposte alle famiglie più bisognose e a chi è in cerca di un lavoro e chiudere la vertenza con il personale che ha assicurato per lungo tempo le politiche attive alla Sicilia mediante un idoneo piano di ricollocazione.

Chi ha un minimo di competenze sa che la vertenza  è complicata ma possibile e questa possibilità passa sia da una forte volontà del Governo Regionale sia dall’abilità tecnica di chi si siede al tavolo.

Offriamo alla categoria alcuni spunti che saranno oggetto di un confronto che la UIL Scuola promuoverà nei territori tra fine agosto e l’inizio di settembre alla luce del Decreto Ministeriale del 28/06/2019 e dei bandi di concorso già pubblicati da diverse Regioni (Toscana, Veneto, Lazio, ecc).

Rimaniamo in attesa di conoscere la conclusione della verifica  da parte del Ministero/INPS dei costi di un ammortizzatore e/o comunque di un sostegno al reddito da erogare a chi, iscritto all’albo, che è prossimo al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Sappiamo che la comunicazione con i dati necessari  a firma congiunta Scavone – Ministero.Lagalla è stata già trasmessa al Ministero quindi in loro possesso.

Sulle risorse che lo Stato mette a disposizione delle Regioni attraverso  la finanziaria n. 145/2018 e la legge 126/2019, bisogna capire bene quanti assunzioni possono considerarsi strutturali e quante no.

Secondo noi a Regione Siciliana può, comunque, nello scontato rispetto delle leggi, procedere per il reclutamento del personale, a prescindere da quanti contratti a T.I. potrà sottoscrivere, sulla scorta delle necessità e dei propri bisogni.

Quante unità lavorative la Regione potrà assumere?

Nell’anno in corso 2019:

  1. 111 unità con contratto a T.D. – potenziamento CPI Governo Renzi

  2. 277 unità con contratto a T.I. quota parte delle 4000 da distribuire  alle Regioni 

queste unità sono destinate ad occuparsi di tutti i servizi non solo del RdC

Nel 2020 –

429 unità  Art. 12 della legge 26/2019 quota parte dei 3000 navigator che avrebbe dovuto assumere ANPAL e che la Conferenza Stato Regioni ha destinato alle Regioni;

Nel 2021:

429 unità  Art. 12 della legge 26/2019

Al momento le 858 unità non sono da ritenersi strutturali cioè non entrerebbero in pianta organica.

Occorre sempre e comunque, per dare una risposta occupazionale a tutti, prevedere la ricollocazione di quote di personale anche in altri settori: noi abbiamo individuato quello della de-materializzazione degli uffici regionali attraverso Agenda Digitale.

Vogliamo parlare con i lavoratori, con il Governo, e  con le istituzioni preposte delle proposte operative.

In mancanza di volontà politica ad approntare un piano di ricollocazione non resterà che ricompattare il settore e organizzare ogni forma di protesta utile alla risoluzione della vertenza.